mercoledì 24 giugno 2009

A volte è troppo comodo

Forse è perché sono stata tirata su da piccola con l'idea del "devi sempre arrangiarti da sola, fare conto solo su di te".

Forse è un errore.

Perché "obbligare" una persona ad essere indipendente?

L'indipendenza è una fregatura. Sono qui, sola, non mi lamento sul posto di lavoro. Ho da pagarmi il mutuo, sola. Non dico niente a nessuno, stringo i denti e vado avanti, comprando cose al Todis invece dell'Auchan, anche se sono meno buone, ma costano di meno. Arrivo a fine mese e riesco anche ad andare a Torino una volta ogni tanto.

Poi vedi delle segretarie che sono sempre vestite fighette. Oro a bizzeffe, che io me lo sogno, abiti nuovi ogni giorno, scarpe da urlo. Sempre. Capelli perfetti.

E ti chiedi: Boh?

Poi capisci, perché un giorno viene da te una a dirti: "Ah, non ce la faccio più, voglio andarmene da quello stronzo del mio compagno, sono 20 anni che stiamo assieme, non lo sopporto più. Voglio vedere casa tua per comprarla".

Ok, sono X mila euro. "Ah, no, è troppo!".

Mi spiace, sono X mila euro. Punto.

Lei è una di quelle sempre perfette e cariche d'oro. Gliela vendo a quello che l'ho comprata. E lei: "Ma hai un mutuo, ci stai da un anno, a te adesso costa di meno".

No, cara. Non ti dico qual è il debito residuo, sono X mila euro.

"Capiscimi, io ME NE DEVO ANDARE, ma NON HO NIENTE di mio, la macchina è sua, la casa è sua, io NON HO NIENTE".

E quei chili di oro che hai addosso? Vendi qualcosa.

E in 20 anni che non hai avuto spese perché la casa era sua, la macchina era sua, i soldi li hai messi tutti nei vestiti?

No, sono sempre X mila euro.

"Ma sai, cara, sarei DA SOLA".

Brava, benvenuta nella realtà. Anch'io sono DA SOLA. Lo sono stata per 7 anni su 10, qui, tra affitto e mutuo, e non andavo a piangere miseria con un bracciale tennis di brillanti, gli orecchini abbinati, una catenaria al collo che pesa da farti venire la cervicale, ed i vestiti eleganti.

Sono X mila euro. Sei da sola? Anch'io, embeh? Io non giro vestita così, non me lo posso permettere. Anche quando ho avuto un compagno, forse ho sempre pesato troppo poco, forse mi fossi dimostrata più dipendente l'avrei tenuto. Forse un po' di più.
Ma no, non volevo essere di peso. Anzi, ho fatto il possibile per contribuire alle spese di casa.

Cara la mia Madonna di Lourdes tanto oro hai addosso, la casa sono sempre X mila euro.

Mi hai aperto un mondo, ho capito che non ho capito niente. Che bisogna farsi mantenere.

Ché in questo momento, avessi un compagno, mollerei il lavoro, subito, farei la commessa per un po', intanto cercherei qualcosa di diverso. Ma non posso, devo ingoiare e mandar giù. Perché sono DA SOLA. Ed ho un mutuo e devo campare.

Sono sbagliata io, per carità, ho scoperto di essere l'unica che non aveva capito il trucco. E l'ho scoperto troppo tardi. Adesso come faccio ad imparare a fare la mantenuta?

domenica 21 giugno 2009

Alternative

Sentir Briatore che c'e' una grande probabilita' che si faccia un campionato di F1 alternativa, contro Mosley.

Fa bene alla salute sentir cose cosi'!


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venerdì 19 giugno 2009

Compagni di viaggio

La danza del gabbiano, l'ultimo di Camilleri.

Travolgente.


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Ma eravamo proprio senza?

Mimmi Gunnarson, la difficilmente comprensibile e variamente interpretante nel tono della voce meteorologa di SkyMeteo24.

Bella, per carita'.

Ma non avevamo meteorologhe italiane?

Io sono per l'integrazione, me ne va bene anche una australiana, iraniana, cinese.

Ma che non renda obbligatorio fare esercizi d'interpolazione lessicale per capire che diamine di tempo fara' (alla fine non si ascolta, si guarda la carta nel croma-key e si legge da li' l'evoluzione prevista, pero', dico, dovrebbe farlo lei...)
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giovedì 18 giugno 2009

Per iniziare bene la giornata

Li stavo aspettando, speravo che qualcuno li caricasse su YouTube, ed è successo...


(nel "meglio di" della domenica hanno fatto vedere un inedito che era anche meglio, ma comunque, spettacolare...)

mercoledì 17 giugno 2009

Cosa vuol dire?

Cosa significa se il tuo capo ti consiglia, con un sorriso sincero, guardandoti negli occhi, ma con fare cospiratorio: "Non farti strumentalizzare"?

Io, sinceramente, non riesco a capirlo.

E non sto scherzando.

sabato 13 giugno 2009

Veleno per topi

A volte ci si lascia ingannare.

Vedi uno, lì, che ti ferma e, tremante (fintamente?) ti allunga un biglietto con il suo numero di telefono. E la situazione è tale che anche tu, normalmente razionale, ti fossi lasciata andare ad immaginazioni quando lo avevi visto mentre faceva benzina e tu eri in coda, ed avessi pensato che era un bel tipo.

A volte ci si lascia ingannare.

Esci, vai a prendere un aperitivo in riva al mare, tutto perfetto (quasi, tranne il fatto che porta una fede al dito, ma hai già preso atto da anni che è inutile stare a fare troppo la sofisticata. Amanti? Capita. Come capita di essere traditi).

A volte ci si lascia ingannare.

Perché si scopre che quel qualcosa che non ti convinceva era semplice: tu sei un giochino. Oltre l'accettabile. E che a lui basta che venga infranta quella sottile barriera che c'è tra l'essere un'amante ed una che si vende. Nello specifico, possibilmente per lui, anche gratis.

A volte ci si lascia ingannare.

L'importante è accorgersene quando le cose sono ancora lì, in un finto divenire. E provare a parlargli, impedendogli di farti star zitta con baci in cui non credi più.

E questa volta ha avuto la meglio l'autostima. Che non è poco.

domenica 7 giugno 2009

Ci si chiede...

...Ma se ad uno non piace il tuo blog, perche' lo legge?

No, cosi', per capire.

Cos'e', masochismo, voglia di criticare, spam per promuovere i propri siti ritenuti migliori (e poi se non c'e' la zuffa in Italia non ci si diverte e non si e' di moda).

Questo blog e' cosi', assolutamente inutile. Chi non gli piace puo' andare a leggere qualsiasi altra cosa, c'e' un esubero d'informazioni a disposizione su internet, non voglio esser causa di perdite di tempo. Non ci tengo per niente ad avere visitatori che leggono "sforzati".



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martedì 2 giugno 2009

.mau. ha ragione

Veramente ce l'ha praticamente sempre, .mau., ragione.

In un commento al post precedente dice che non posso cambiare i miei, ne' io cambiare per adattarmi a loro.

Vero.

Una cosa: in realta' io "sto male" per il loro star male e vivere male.

Dottoressa, te che leggi silente, e' questo il superamento del complesso edipico che sollecitavi? Il rendermi conto che si e' diversi, che si hanno vite lontane?

Per la verita' e' da quando me ne sono andata di casa, 16 anni fa, che l'ho fatto per questa "distanza mentale". Poi la "distanza fisica" mi ha portato ad un tentativo di riavvicinamento. E questo sta passando per il riconoscimento dei diversi percorsi di vita, e s'interseca con un mio tentativo di cambiare, che mi portera' ad essere ancora più distante mentalmente ma, spero, vicina fisicamente senza soffrire troppo.

Igor, hai ragione, questo blog e' un diario minimo. Ma, chissa' perche', in questo altro tempo mi viene cosi'...
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lunedì 1 giugno 2009

Oltre la realta'

Io mi chiedo, ma perche' farsi del male?

Sto cercando di cambiare la mia vita, di liberarmi di zavorre mentali, di lasciar volare il futuro.

Voglio voler bene al mondo perche' il mondo ne possa volere a me.

Bisogna, e voglio esserlo, essere ottimisti e credere.

Poi stai con i tuoi per una settimana, sei felice, vuoi tornare a stare vicino loro, sei felice quando arrivi.

Ma ritrovi nei loro atteggiamenti tutte le convinzioni limitanti che ti sono state inculcate, e da cui stai cercando di liberarti.

Esempi?

Cosi', tanto per citarne alcune:
1) Ho un carattere di merda
2) Tutto il mondo ce l'ha con loro
3) La vita' e' uno schifo e da quando sono bambina mi hanno tirato su, invece di farmela trovare più leggera, per "temprarmi"
4) Divertirsi e' da gente che spreca i soldi
5) Solo i rubasoldi cantano e si divertono
6) Razzismo a go-go
7) I comunisti sono tutti ladri
8) Viaggiare e' uno spreco di soldi
9) Studia studia studia (ma contemporaneamente mia madre mi avrebbe voluto sposata e accasata subito)
10) Il pane del padrone ha 7 croste (detto da mia madre, che non ha mai lavorato un giorno in vita sua)
11) Le tasse le pagano solo al nord (io che vivo in terronia ho i prelievi diretti dalla busta paga, mio padre ha evaso e poi si lamenta se gli mandano multe e controlli)
12) Andare dall'estetista sono soldi buttati via
13) Andare dal parrucchiere sono soldi buttati via
14) Solo i drogati vanno in discoteca
15) Andare al ristorante sono soldi buttati

Potrei continuare a lungo. MOLTO a lungo.

Per non contare delle cose che da piccola non mi hanno lasciato fare

1) Imparare ad andare in bici cadendo
2) Imparare a nuotare
3) Giocare con gli altri bambini ed avere amici (studia, studia studia)
4) Telefonare ai compagni maschi per farmi dare i compiti se ero stata male (e ho fatto scuole solo con maschi, vedi un po' te...)
5) Andare in moto

Ma il massimo 'stasera: domanda su canale 5, che prevedeva come risposta esatta che la talpa non e' cieca. Lo sapevo. E' cosi'.

Ma no, mio padre non lo sapeva. Lui ha una vasta cultura di base, ma mica e' onniscente.

No. La risposta giusta era quella, ma no, mio padre non se ne fa ragione. E' un complotto. Anche la talpa diventa un complotto.

Ma perche' vivere cosi'? Voglio essere libera, volare, ma volare anche con loro, perche' mi spiace che stiano male. Io voglio guardare grande, sognare grande, anche per loro e con loro. Liberarli, ma devo riuscire a vivere in modo nuovo, io per prima imparare a vivere in modo diverso a 40 anni. Ho bisogno di volare per far volare anche loro.

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